In un contesto normativo in costante evoluzione e in una fase di crescente esposizione delle imprese a rischi giuridici di natura organizzativa, la cultura della legalità s’impone come una priorità strategica. L’adozione di strumenti di prevenzione e la strutturazione di modelli organizzativi efficaci rappresentano oggi, a tutti gli effetti, un fattore competitivo. E in tale quadro che si inserisce la sinergia nata tra Confimea Imprese, presieduta da Roberto Nardella, e lo Studio AP Avvocati – Independent Law Firm, coordinato dal suo fondatore Alessandro Parrotta, tra le Law Firm in materia penale più note sul panorama nazionale, con l’obiettivo di promuovere un programma sistemico di formazione e affiancamento legale rivolto agli imprenditori italiani. La crescente attenzione del legislatore e della giurisprudenza nei confronti della responsabilità da reato degli enti (D.Lgs. 231/2001) ha condotto a un’evoluzione della compliance da mero adempimento formale a presidio sostanziale della legalità organizzativa. In questo scenario, l’effettiva idoneità del modello organizzativo 231 – ai sensi dell’art. 6, co. 1, lett. a) del decreto – costituisce non solo una possibile causa esimente dalla responsabilità amministrativa dell’ente, ma un elemento distintivo per l’impresa che intenda operare secondo criteri di trasparenza, sostenibilità e accountability.
E evidente come l’efficacia di un sistema 231 dipenda da una pluralità di fattori: dalla concreta analisi dei rischireato, alla strutturazione di assetti organizzativi coerenti, dalla formazione periodica del personale, alla funzionalità dell’organismo di vigilanza. Il tutto richiede un approccio tecnico-specialistico e, soprattutto, multidisciplinare che ogni imprenditore deve conoscere. In questo progetto congiunto è stata posta al centro l’esigenza ancora troppo spesso trascurata – di accompagnare l’imprenditore in un percorso strutturato di consapevolezza giuridica, in cui la compliance non sia percepita come un costo, bensì come un investimento. Le attività previste includono: percorsi formativi tematici, con focus su responsabili
tà dell’ente, codici etici, flussi informativi e whistleblowing; workshop operativi per la redazione, verifica e aggiornamento dei modelli 231; affiancamento diretto alle imprese nell’implementazione di protocolli interni di controllo, audit legale e gestione del rischio penale. Una formazione costruita su misura, calibrata in base alla dimensione aziendale e al settore di riferimento, è ciò che può garantire l’effettiva funzionalità di un modello organizzativo, in linea con le aspettative del legislatore e con la giurisprudenza più recente.Nel mondo imprenditoriale contemporaneo, legalità e governance non possono essere disgiunti. L’organizzazione aziendale, intesa come insieme di regole, ruoli e responsabilità, costituisce la prima linea di difesa rispetto al rischio di commissione di reati. E per questo che la riforma dell’art. 2086 c.c., la quale impone quale obbligo all’imprenditore l’adozione di assetti adeguati, deve essere letta in stretta connessione con il paradigma 231. La governance efficace è quella che integra la legalità nella quotidianità operativa dell’impresa. Ciò significa, ad esempio, rendere il modello 231 un documento vivo, aggiornato, diffuso, integrato nei processi decisionali e capace di orientare la condotta dei soggetti apicali e subordinati. Il ruolo dell’avvocato penalista d’impresa si è profondamente trasformato. Non più soltanto difensore in sede processuale, ma consulente strategico, capace di guidare le imprese nei percorsi di prevenzione, compliance e risk management. All’interno di tale processo, lo studio legale diventa un partner dell’organizzazione, contribuendo non solo alla redazione dei modelli, ma anche alla formazione dell’alta dirigenza, all’analisi preventiva dei rischi e alla gestione degli illeciti potenziali. La partnership con Confimea si fonda su questo presupposto: valorizzare il diritto penale d’impresa come strumento di crescita e non di repressione. Prevenire è meglio che curare, e nel nostro ordinamento – sempre più orientato alla responsabilità oggettiva dell’ente – prevenire equivale a tutelare il patrimonio aziendale, la reputazione e la continuità dell’attività.
L’iniziativa congiunta si propone quindi come un modello replicabile, capace di generare valore per l’intero ecosistema imprenditoriale. L’obiettivo non è soltanto quello di evitare sanzioni, ma di costruire imprese più solide, trasparenti, sostenibili. Una nuova cultura organizzativa, fondata sull’etica, sulla conoscenza giuridica e sull’assunzione di responsabilità da parte degli organi apicali. In questa prospettiva, legalità e competitività non sono in antitesi, ma convergono. E la formazione giuridica, oggi più che mai, diventa un imperativo strategico.