Centro Studi

Confimea crea il Centro Studi annoverando tecnici e politologhi del sistema politico industriale Europeo, che sviluppano un'attività che rispecchi la filosofia di Confimea e che lo stesso sia di  “riferimento“per le istituzioni, affinché assieme si possa portare quell’innovazione nell’apparato burocratico nazionale più vicino ai fabbisogni delle piccole e medie imprese italiane, che oggi, sopportano un peso gravoso fiscale che legislativo e che difficilmente potranno sopportare per molto tempo ancora.

Al momento vi sono 2 progetti che il Centro Studi sta realizzando:

 

1: riguardante il sistema pensionistico in Italia

2: riguardante la  Flat Tax e la efficacia allo sviluppo Industrale italiano 


1: SISTEMA PENSIONISTICO IN ITALIA

Nel 2015, l’Inps ha erogato pensioni per 176,9 miliardi di euro, a fronte di contributi pari a 134,8 miliardi, per un disavanzo complessivo di 42,1 miliardi: il 49,9% di questo deficit è imputabile alle otto regioni del Sud, in virtù di un tasso di copertura (il rapporto tra contributi e prestazioni) pari al 51,3% (contro il 77,3% del Centro e l’86,7% del Nord), che si traduce in un trasferimento netto medio di 1.008 euro l’anno (contro i 658 del Centro e i 474 del Nord).


Più che al maggior tasso di pensionamento, questi dati vanno ricondotti alla diversa distribuzione delle tipologie di pensione: in particolare, alla prevalenza delle pensioni di vecchiaia rispetto a quelle di anzianità, nonché alla prevalenza delle pensioni assistenziali rispetto a quelle previdenziali. Ogni tentativo di riforma del sistema pensionistico dovrebbe partire da queste considerazioni.


2: LA FLAT TAX E LA EFFICACIA ALLO SVILUPPO INDUSTRIALE ITALIANO

Una ricerca del Centro Studi Confimea, curata dal professor Radu Nechita dell’università di Cluj-Napoca, mostra come le esperienze dell’Europa centrale e orientale smentiscano ogni ipotesi di una relazione tra flat tax e diseguaglianze.


I dati riguardanti la distribuzione della ricchezza prima e dopo l’introduzione della “tassa piatta” in varie realtà europee, in effetti, non evidenziano alcun incremento delle disparità economiche e sociali nei sistemi che hanno adottato questa riforma.